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MARTEDÌ 9 FEB 2010

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nº28 - apr-mag 2005
Scrivere New York I
Che cos'è Scrivere New York



Non ci siete nemmeno vicini
di Leonardo Palmisano

Che cos’è Scrivere New York?
Allora. Prendete New York, la New York contemporanea, non quella delle gang di Martin Scorsese, con gli U2 che cantano "these are the hands that built America", ma quella di fine estate del 2004. Prendete nove giovani scrittori newyorkesi, nove talenti che ogni giorno vivono e raccontano New York, nove sguardi diversi, tutti ugualmente assetati e curiosi, che osservano la stessa immensa città. Poi prendete un gruppo di italiani un po’ originali, di quelli che di cose belle non ne hanno mai abbastanza e che andrebbero fino a New York pur di riuscire a crearne altre, prendeteli e metteteli sulle strade di New York, a passeggiare con quegli scrittori, a chiacchierare con loro, a far loro un sacco di domande e a filmarli – a filmare non New York, ma gli occhi che guardano e che scrivono New York –: prendete un regista come Giorgio Carella, che ha deciso, per principio, di dormire poco, in modo che le sue occhiaie si allarghino sempre di più fino a poter contenere perfettamente un teleobiettivo; prendete uno scrittore come Paolo Cognetti, con la sua barba rossa e la sua penna smaniosa di scrivere e sceneggiare un film sugli autori che ama, di seguirli dappertutto, nelle loro case, nei loro studi, nei luoghi e nei tempi della loro ispirazione; prendete la produttrice indipendente Rosita Bonanno, anzi no, prendete soltanto Rosita Bonanno e poi cercate di trovare in lei una sola cellula sulla quale non sia inciso a fuoco il logo "produttrice indipendente – ferocemente indipendente e decisamente produttrice" e mettetele a fianco, affinché non sbrani nessuno, un direttore di produzione onnipotente suo malgrado di nome Marco Serrecchia, e un angelo custode per vocazione di nome Daria Masullo; prendete uno che se ne sta lì, a guardare, a osservare, a parlare con gli autori, a far loro domande sul mestiere di scrittore, e che, nello stesso tempo, dirige una casa editrice nonc’èmale, in Italia, – e che, in fondo in fondo, non fa che sperare che le riprese finiscano presto e che la casa editrice nonc’èmale se la cavi anche senza di lui, e che l’Apple Megastore sia ancora aperto – sì, insomma, prendete Marco Cassini al massimo della sua forma; poi, da quest’altra parte dell’Atlantico, a Roma, prendete la smania audiovisiva e multimediale di Daniele di Gennaro, l'uomo che si è moltiplicato per star dietro alla sua infinita lista di progetti - a Londra scommettono sulle probabilità di trovarlo per due ore consecutive nello stesso comune -, e per il quale le parole "tranquillità" e "silenzio" sono dei refusi del vocabolario; prendete quelli di minimum fax media e quelli di minimum fax, persone diverse con destini che si incrociano – di solito all’ora di pranzo –, e mettete loro davanti un computer e vicino un telefono, e immaginateli in contatto costante con New York; poi, sempre da quest’altra parte dell’Atlantico, e sempre a Roma, prendete i ragazzi di Cult Network, agguerriti, grintosi, pronti a fare di Scrivere New York l’evento culturale dell’anno; e sempre da quest’altra parte dell’Atlantico, ma questa volta a Milano, prendete quelli di H Film e la loro delegata di produzione Federica Masin, presumibilmente sull’orlo di una crisi di nervi – perché avere a che fare con minimum fax (media o non media) non è che sia proprio come fare shopping in via Montenapoleone –; e infine prendete le ore di sonno arretrato delle persone a cui ho fatto riferimento fin qui, sommatele ai minuti di sonno effettivo di Laura D’Asta e di Giulia Sapienza – rispettivamente assistente e alteregoamministratoredelegatononchévitaparallela di Rosita Bonanno –, moltiplicate il tutto per il tempo che ho impiegato a scrivere questa storiella, a giudicarla terribile, a maledirla e a inserirla ugualmente in questo speciale – perché DEVO andare on line ADESSO!! –, dividete il risultato per la pazienza che avete avuto e che forse non avreste voluto avere e che vi ha fatto leggere fino a questo punto, e quindi ritornate, per un attimo, al titolo, all’inizio di questa pagina, perché forse state per illudervi di aver capito davvero che cosa sia Scrivere New York, e invece, per fortuna, non ci siete nemmeno vicini!

Scrivere New York è su Cult Network, a partire dal 5 aprile, ogni martedì alle 22.

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